Jean Paul Gaultier

Negli anni ‘70 lo stilista francese Jean Paul Gaultier, dopo essersi formato nell’atelier di Pierre Cardin, ha lanciato la sua prima collezione e fondato l’etichetta che porta il suo nome.

Quella di Jean Paul Gaultier, definito l’enfant terrible della moda, è dagli esordi una moda improntata ad ogni forma di inclusività: Gaultier è stato il primo a puntare sul genderless, a portare in passerella anziani, modelle curvy, persone ricoperte di piercing e tatuaggi, nani o transgender, a elevare la moda della strada a lusso sfilando a Les Halles, negli anni Ottanta tra i quartieri più malfamati di Parigi.

La t-shirt bretone a righe bianche e blu è sicuramente una delle creazioni più conosciute di Jean Paul Gaultier: apparsa per la prima volta negli anni ’80, prende ispirazione da quella indossata dai marinai francesi dalla metà dell’Ottocento.

Celebri sono inoltre le sue gonne per uomo, specialmente i kilt, e il trench. 

Anche il corsetto è un elemento iconico delle creazioni dello stilista: tra i modelli ideati negli anni c’è quello con le coppe a cono indossato da Madonna nel tour mondiale del 1990.

Per Madonna ha prodotto anche il body nero indossato nel video di Vogue.

L’attrazione di Gaultier per l’estetica punk gli fece ricreare i corpi tatuati sul tulle elasticizzato.

Gaultier ha poi collaborato in svariate occasioni con il mondo del cinema realizzando gli stravaganti costumi di Kika – Un corpo in prestito di Pedro Almodóvar, concependo gli abiti di Il quinto elemento di Luc Besson o collaborando sempre con Almodóvar anche in La mala educación.

Negli anni ‘90 Gaultier lancia una linea di fragranze che si è impressa nell’immaginario grazie alle bottiglie scultura che ritraggono il busto maschile e femminile, rappresentando le sue icone di sempre: la maglia a righe e il bustier intimo.

Cimentandosi da regista teatrale, Gaultier ha anche dato vita al Fashion Freak Show, un mix tra cabaret, burlesque, satira, défilé e musical che racconta la sua storia attraverso i suoi più grandi successi.

Nel 2020 ha annunciato il suo ritiro dalle passerelle e da allora ogni nuova collezione è il risultato di una collaborazione con un guest designer come Olivier Rousteing di Balmain, Chitose Abe di Sacai, Glenn Martens di Diesel e in ultimo Simone Rocha.

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